10- Il telefono nella letteratura
Raccolta di favole che non conoscono il passar del tempo, raccontate in prima persona da un immaginario Signor Bianchi di Varese, che in viaggio per tutta Italia a causa del suo lavoro di rappresentante di commercio, ogni sera telefonava alla sua bambina per narrarle una storia.
Sono favole indimenticabili, con cui sono cresciute tanti generazioni di bambini (compresa la mia) animate da personaggi stravaganti e fantasiosi, impressi nella memoria di tutti noi come Giovannino Perdigiorno, imprevedibile viaggiatore e Alice Cascherina, piccolissima bambina che cade sempre dappertutto.
Adatte alle prime letture, per bambini dai 6 anni, ma godibili anche per ragazzi più grandi e perfette per strappare un sorriso agli adulti.
La storia si svolge nella Sicilia di fine Ottocento tra Palermo, Montelusa e Vigata alla fine del diciannovesimo secolo.
Filippo Genuardi, piccolo commerciante di legnami, invia tre lettere al prefetto per richiedere l'installazione di una linea telefonica tra il suo magazzino e l'abitazione del suocero, ricco uomo d'affari.
Non ottenendo risposta, cerca degli "appigli" nel Palazzo rivolgendosi a Calogero (don Lollò), pezzo da novanta della mafia vigatese, al quale rivela il luogo in cui si nasconde il suo ex amico Sasà, che si era eclissato per non pagare il debito di gioco al fratello di Don Lollò e per questo quindi braccato dal mafioso.
Una serie di equivoci porteranno il Genuardi in una situazione molto pericolosa: da un lato il prefetto, a causa di varie imprecisioni contenute nelle tre lettere ricevute e dell'atteggiamento prevenuto dei carabinieri, si convince che il Genuardi sia un agitatore socialista; dall'altro Sasà riesce più volte a scansare la cattura dei mafiosi, al punto che Don Lollò inizia a pensare che egli e Filippo Genuardi siano in combutta tra loro e con i carabinieri per incastrarlo ed arrestarlo.
Soltanto il delegato Spinoso della polizia cercherà di aiutare il Genuardi, "preso a mezzo fra lo Stato e la mafia" per usare le parole del suocero.
Un biglietto ritrovato in una giacca acquistata online pone di fronte a una scelta decisiva Zach Wells, docente di geologia con una vita fino a quel momento tranquilla, sebbene percorsa da un fiume sotterraneo di irrequietudine. Quando la sua esistenza viene sconvolta da una terribile scoperta, Zach decide di prendere sul serio la richiesta di aiuto contenuta in quel misterioso biglietto, come se tentare di salvare uno sconosciuto fosse l’unico modo per tentare di salvare se stessi. Tra Los Angeles, una caverna nel Grand Canyon, il deserto del New Mexico e Ciudad Juárez, al di là del confine, Zach proverà a dare un senso al proprio dramma imbarcandosi in un’impresa donchisciottesca senz’altro aiuto che quello offerto da un improbabile cenacolo di aspiranti poeti. Un romanzo di sentieri che si biforcano, in cui le suggestioni paleontologiche e scacchistiche si fondono alle prove estreme di una famiglia e di un matrimonio, le domande esistenziali di un uomo al mistero delle donne scomparse nella “città del Male”. “Telefono” è un’opera intensa ed emozionante sulla mancanza e la perdita, ma soprattutto sull’opportunità di riscatto che può nascere dalle difficoltà.
I quattordici racconti che compongono questa raccolta apparsa nel 1997, agli esordi della carriera di Roberto Bolaño, distillano già quelle che saranno le ossessioni ricorrenti della sua narrativa e i temi attorno a cui si addensano: la letteratura, la violenza - appena sussurrata o quanto mai tangibile -, l'amore e il sesso. Il lettore vi incontrerà esistenze borderline, apolidi e insane, alla ricerca di un senso o che al senso hanno rinunciato, sballottate dal caso e da un'assurda quotidianità, tra amori infelici, errori evitabili e solitudini. Sono racconti aperti, imprevedibili, che non si esauriscono nella desolante constatazione dell'insensatezza della vita umana, ma giocano con il lettore, spingendolo a cogliere le citazioni occulte, le figure nascoste nella trama dell'ordito, a cercare di comprendere messaggi che risultano indecifrabili in primo luogo ai protagonisti stessi. Come se al fondo di ciascuna di queste storie ci fosse un enigma che sa essere, al tempo stesso, ilare, inquietante e spaventoso.
Sitografia:
(BonCulture): Bambini, https://www.bonculture.it/femmes/quale-dolce-mela/favole-al-telefono-di-gianni-rodari-il-bene-e-il-male-sono-entita-diverse-e-i-bambini-hanno-bisogno-di-sapere-sempre-da-che-parte-stare/
(100GianniRodari): Storia e Rime, https://100giannirodari.com/opera/favole-al-telefono-rime/
(We-News): Libri, https://www.libri.we-news.com/recensioni-libri/l/320-recensione-la-concessione-del-telefono-libro-di-andrea-camilleri
(Vanity Fair): Tv e Serie, https://www.vanityfair.it/show/tv/2020/03/23/tv-la-concessione-del-telefono-il-romanzo-storico-preferito-di-camilleri
(Leggereacolori): Recensioni, https://www.leggereacolori.com/letti-e-recensiti/recensione-di-telefono-di-percival-everett/
(Sololibri.net): Libri, https://www.sololibri.net/Telefono-Everett.html
(Critica Letteraria): Recensione, https://www.criticaletteraria.org/2021/09/percival-everett-telefono-nave-di-teseo.html
(Le parole e le cose): Letteratura e realtà, https://www.leparoleelecose.it/?p=10006




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